Cani nei ristoranti: inclusione o totale confusione?

Sempre più spesso vediamo cani nei ristoranti: sui tavoli, sulle sedie, a mangiare dai piatti. Ma siamo sicuri che questa sia davvero inclusione? In questo video parlo di un tema che divide molto: i cani nei ristoranti e il disagio che spesso si crea, per le persone ma soprattutto per i cani stessi. Un cane non è una persona. Non vive gli ambienti sociali come li viviamo noi. E portarlo ovunque, senza educazione e senza guida, non è amore: è confusione. In questo documentario riflettiamo su: – stress e disagio nei cani – umanizzazione – educazione e rispetto – convivenza civile 📍 Presso Casa Fiorilli – Centro Cinofilo lavoriamo sulla relazione uomo-cane, non sui divieti. Ogni cane va capito, non forzato. 📞 Per informazioni o valutazioni in presenza: Casa Fiorilli – Centro Cinofilo

Amedeo Fiorilli di casa Fiorilli

1/28/20261 min read

Cani nei ristoranti: inclusione o totale confusione?

Negli ultimi anni è diventata una scena sempre più comune: cani seduti sulle sedie, che mangiano dal tavolo, che abbaiano, ringhiano o si muovono tra camerieri e clienti all’interno dei ristoranti.

Ma la domanda è una sola:
stiamo davvero facendo il bene dei cani… o stiamo solo soddisfacendo i nostri bisogni umani?

Portare un cane al ristorante non è, di per sé, un errore.
Il problema nasce quando mancano educazione, gestione e rispetto — sia per il cane, sia per le altre persone presenti.

Un ambiente come il ristorante è ricco di stimoli:

rumori improvvisi

spazi ristretti

odori intensi

persone che passano continuamente

Per molti cani questo significa stress, non socialità.

Un cane che abbaia, ringhia o sale sul tavolo non è “viziato”:
è spesso un cane in difficoltà, messo in una situazione che non sa gestire.

E allora la vera inclusione non è “far entrare tutti ovunque”,
ma preparare il cane a stare nel mondo umano in modo equilibrato.

Educazione, autocontrollo, capacità di attendere, gestione del guinzaglio:
queste sono le basi che permettono a un cane di accompagnare serenamente il proprio umano, anche in un contesto pubblico.

In questo articolo — e nel video collegato — non si giudica nessuno.
Si invita semplicemente a riflettere:

👉 Il mio cane sta davvero bene lì?
👉 È in grado di gestire questa situazione?
👉 Sto rispettando anche gli altri?

Perché voler bene al cane significa anche saper dire “non è il posto giusto”, quando serve

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